Dr. Ettore De Giacomo, Fondazione Matteo Ricci, Docente al Corso di Per-fezionamento in Agopuntura dell’Università di Milano, Membro della Commissione Istruttoria della Regione Lombardia per la Medicine Non Convenzionali.
Prof. Emilio Minelli, Fondazione Matteo Ricci, Coordinatore didattico Corsi di Perfezionamento in Agopuntura e Medicine non Convenzionali Università degli Studi di Milano, Membro della Commissione Istruttoria della Regione Lombardia per la Medicine Non Convenzionali.
Dr Camillo Schiantarelli, Fondazione Matteo Ricci, Docente al Corso di Per-fezionamento in Agopuntura dell’Università di Milano, Membro del Comitato Tecni-co Scientifico della regione Lombardia per le Medicine Non Convenzionali.
LO STATO DELL’ARTE SULLE GINNASTICHE MEDICHE CINESI NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA DEGLI ULTIMI ANNI.
Presentato al Congresso nazionale 2001 dell’associazione Specialisti in Medicina dello Sport dell’Università di Chieti.
Entrando nel secondo millennio è possibile che la nostra attenzio-ne si rivolga ad una domanda: “dove stiamo andando ?”.
Per riuscire a rispondere dobbiamo “fare il punto” ovvero prendere atto della situazione attuale analizzando il cammino già fatto.
Con questo spirito abbiamo rivisitato la letteratura scientifica degli ultimi anni pubblicata su Med Line e riguardante le gin-nastiche mediche cinesi, in particolare il Taiqi.
Le numerosissime citazioni ( 74 solo per gli ultimi 12 mesi )ci permettono di individuare i più frequenti campi di applicazione clinica e le più disparate possibilità terapeutiche; tutto ciò in piena armonia con quanto da anni viene affermato dagli “addetti ai lavori” e cioè che si possono distinguere “esercizi generali” che servono a mantenere una buona condizione fisica ed un buono stato di salute ed “esercizi specifici” che mirano alla terapia. Questo secondo aspetto delle ginnastiche mediche rende indispensabile che il loro apprendimento, la loro pratica e l’insegnamento ai pazien-ti sia svolto da medici o da personale qualificato; in poche paro-le, di fronte al paziente o a situazioni particolari ( come quelle che si verificano nella pratica sportiva: allenamento, recupero, stess da gara, ecc. )è indispensabile formulare una diagnosi ener-getica sulla cui base si potrà impostare una strategia terapeutica che potrà includere esercizi specifici di ginnastica cinese. Nel nostro paese sono ancora troppo pochi i medici che conoscono la Medicina Cinese e praticano le ginnastiche mediche ( Qigong e Taiqi ) pertanto l’insegnamento al pubblico viene spesso affidato a personale poco qualificato incapace di insegnare esercizi che abbiano anche un valore terapeutico.
Questa situazione sociale è forse una delle cause per cui nella nostra rassegna “brilla” l’assenza di lavori italiani; altro motivo plausibile potrebbe essere il fatto che noi medici pre-feriamo coltivare il nostro orticello privato, piuttosto che col-laborare col le Università ( che in molti luoghi si stanno aprendo a queste novità )ovvero con gli ambienti istituzionalmente pre-posti alla ricerca scientifica.
Su 37 articoli selezionati:
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La semplice analisi della provenienza dei lavori ci fa riflettere sull’assenza degli europei ( rappresentati solo da due articoli ); forse quanto già detto sull’Italia può essere applicato all’intera Europa.
I numerosi lavori statunitensi testimoniano un’apertura culturale ovviamente stimolata dalla presenza di una ben nutrita etnia cine-se ( costa occidentale ) libera di esprimere la propria cultura e tradizioni.
Siamo incoraggiati dal numero relativamente alto di articoli Australiani e di Taiwan e, nel contempo ci stupiamo per l’assenza di elaborati provenienti dalla Cina Popolare.
Alcuni ricercatori americani dell’Università del Minnesota ( ar-ticolo del J. Holist Nurs 1999 ) affermano che il Taiqi, nato in Cina come “arte marziale” può essere utilizzato per aumentare l’equilibrio e la stabilità con conseguente riduzione delle cadute ( si pensi all’incidenza delle fratture nell’anziano ); per favo-rire le funzioni cardiorespiratorie; per riabilitare pazienti af-fetti da esiti di infarto miocardico acuto o artrite reumatoide; per ridurre il dolore, l’ansia e l’insonnia.
Tutti questi effetti positivi sono riconducibili ( secondo Farrell SJ e altri, in Phys Med Rehabil Clin N America dell’Agosto 1999 ) all’originalità dell’approccio “mente – corpo”, caratteristica pe-culiare del Taiqi.
Nell’American Journal of Chin Med del 1981, si legge: <<…coloro che praticano il Taiqi affermano che favorisce il mantenimento dello stato di salute e cura alcune malattie ma ciò non è dimostrato e occorrono ulteriori ricerche…>>. L’appello è stato evidentemente raccolto e, quasi 20 anni dopo, in Cancer Nurs (1999 – Feb ) a cura di ricercatori dell’Università della Carolina del Nord, compare un lavoro dal titolo “ Terapie Complementari: revisione e stato dell’arte” in cui si afferma: << molte di queste terapie ( Taiqi ) sono state ben studiate ed i loro benefici effetti sono verificati…>>.
La maggioranza degli articoli esaminati riguardano la geriatria ed i suoi problemi.
Nel 1982, l’American J of Chin Med afferma che il Taiqi ed il Qigong sono molto utili nell’aumentare il senso di benessere psi-co-fisico dell’anziano favorendo la longevità.
La letteratura da molta importanza alla prevenzione delle cadute e delle conseguenti fratture e, a questo proposito, possiamo citare l’articolo dei ricercatori di Taiwan ( Dipartimento di medicina fisica e riabilitativa ) , scritto nell’Aprile del 2000, dal tito-lo: “Effetti del Taiqi sulla stabilità posturale dell’anziano”. In questo lavoro si afferma che mentre non esistono differenze so-stanziali nel controllo posturale tra il gruppo del Taiqi e quello di controllo in condizioni normali (es.: occhi aperti ), si re-gistarno dei risultati molto migliori nel gruppo del Taiqi, quando il controllo della postura avviene in condizioni di difficoltà (occhi chiusi ).
Il mese dopo ( Maggio 2000 ) un secondo gruppo di ricercatori di Taiwan evidenzia la capacità del Taiqi di incrementare la forza muscolare e la resistenza alla fatica nell’anziano.
Poco tempo prima ( Febbraio 2000 ), alcuni studiosi del Dipar-timento di Scienza dello Sport ed Educazione Fisica del-l’Università di Hong Kong scriveva sull’efficacia della pratica assidua e per lungo tempo del Taiqi nell’influenzare favorevolmen-te l’equilibrio posturale, l’elasticità dei movimenti e le condi-zioni cardiologiche della popolazione anziana.
Questi lavori cinesi sono confermati e preceduti da ricerche ame-ricane:
· J Holist Nurs 1999 Jun; Università dell’Alabama: “Effetti del Taiqi sul movimento, dolore ed umore nell’anziano: risultati di uno studio pilota”; in questo lavoro oltre agli effetti positivi sull’equilibrio posturale, si evidenziano buoni risultati sul-l’elasticità dei movimenti, sul tono dell’umore e sulla ceneste-si generale.
· Nel Maggio 1996 alcuni ricercatori del dipartimento di Neuro-logia dell’Università del Connecticut concludono il loro arti-colo affermando che il Taiqi incrementa in modo significativo l’equilibrio posturale e riporta lo stato di forma del soggetto a livelli sovrapponibili a quelli di individui più giovani ( da 3 a 10 anni ).
Le pubblicazioni esaminate si occupano anche delle problematiche riguardanti la riabilitazione cardio – respiratoria.
Ricalca lo stile dello scoop giornalistico l’articolo Hawaiano pubblicato nell’Hawai Med J dell’Agosto 1992 dal titolo; “Esercizi cardiopolmonari: scoperto il segreto del Taiqi”: grazie a questo lavoro finalmente tutti sanno che il Taiqi è efficace in quanto simile agli esercizi della fisioterapia occidentale.
Ritornando negli Stati Uniti, nel 1984 appare un articolo che tranquillizza sull’uso del Taiqi come “ginnastica dolce” nella riabilitazione cardiologica: si afferma infatti che può essere classificato come esercizio “moderato” in quanto non implica consumi di ossigeno particolarmente alti.
Fatte queste premesse, nel 1999 a Taiwan ( Dipartimento di Medi-cina Fisica e Riabilitativa ) si propone un lavoro sugli “Effetti del Taiqi sulla funzione cardiorespiratoria in pazienti portatori di bypass arterioso coronarico”: i risultati sono lusinghieri.
Questi studi furono preceduti in Taiwan nello stesso ambiente, da altre esperienze, riassunte in una pubblicazione del 1996 in cui si parla della buona efficacia del Taiqi nella riabilitazione delle forme respiratorie croniche dell’anziano.
Nello stesso anno ( 1996 ) intervengono gli Europei, rappresentati dai ricercatori britannici del Dipartimento di Cardiologia del Royal Hallamshire Hospital, Sheffield; il loro lavoro evidenzia “Le variazioni dei parametri emodinamici dopo Taiqi ed esercizi aerobici in pazienti ricoverati per infarto acuto del miocardio”: solo nel gruppo dei pazienti che praticano il Taiqi, si osserva una riduzione statisticamente significativa dei valori diastolici della pressione arteriosa.
L’utilità delle ginnastiche mediche come tecniche anti-stress è ben nota agli iniziati, tuttavia può essere utile evidenziare gli articoli che sottolineano questi aspetti:
· Ricercatori australiani ( Dipartment of Psychology, La Trobe University, Bundora, Victoria ) evidenziano: “L’efficacia del Taiqi ed altre tecniche nel ridurre lo stress mentale ed emotivo” ( 1992 ).
· In precedenza ( 1989 ) gli stessi autori evidenziavano che la pratica del Taiqi induceva un incremento delle secrezioni urinarie di noradrenalina ed una riduzione della concentrazione del cortisolo nella saliva con conseguente riduzione dello stato di “tensione”, di fatica e di “allarme”.
· Anche i Giapponesi in un articolo del Dicembre 2000 parlano degli effetti positivi delle ginnastiche cinesi sul tono dell’umore.
Molto si è detto sulla letteratura riguardante i problemi del-l’anziano; una parentesi a parte merita il trattamento del-l’osteoporosi:
· Come già detto, l’efficace prevenzione delle cadute è il fonda-mento per ridurre il danno sociale da frattura. A questo propo-sito citiamo una rivista americana di Chirurgia Ortopedica che in un articolo del 1999 “Osteoporosi: metodi attuali di prevenzione e trattamento” afferma: <<… è provato che il Taiqi sia il metodo più efficace per prevenire le cadute… >>,
· Gli stessi concetti erano affermati al n° 17 ( 4 ) di Orthop. Nurs del 1998: “Il Taiqi, come metodo di prevenzione delle cadute nell’anziano”.
· Sono però gli australiani Henderson e coll. ad affermare che <<…il Taiqi nell’anziano è una forma di esercizio sufficiente ed efficace nella prevenzione del rischio di caduta, ma anche per la sua azione di stimolo alla formazione di massa ossea…>> (Endocrinol Metab Clin North Annalisa Motta 1998 Jun ).
Sono molto interessanti le ricerche sull’artrite reumatoide e sul-la spondilite anchilosante.
· Nel 1991 compare negli USA ( Amer J Phys Med Rehabil 1991 Jun ) un lavoro su: “Valutazione sull’uso del Taiqi nei pazienti af-fetti da artrite reumatoide”.
· Le prime considerazioni vengono confermate in uno studio del Dicembre 2000 ( Università dell’Arizona ) in cui si afferma che l’associazione di terapie alternative come il Taiqi con i metodi tradizionali è di indubbia utilità per i pazienti che riferisco-no di “stare meglio” e di avere lunghi periodi asintomatici.
· E’ preziosa l’esperienza personale di un medico che, affetto da spondilite anchilosante, intraprende la pratica del Taiqi con notevoli benefici in associazione alle terapie occidentali (Amer J Chin Med 1982 ).
Ci sembra utile concludere con un’ultima citazione; questa volta si parla dell’impiego del Taiqi in soggetti giovani ( studenti ) per incrementare la capacità di apprendimento ( Scott AH, Division of Occupational Therapy, Long Island University, N.Y. USA .